sabato, novembre 18, 2006

INDIGNATO

Due cortei per la pace in Medioriente, due cortei soprattutto per la Palestina, a quanto ho potuto intuire. A Milano pacifico, ognuno sfila e manifesta le proprie idee. Giusto e legittimo che si possa farlo, ciò sta alla base delle libertà civili italiane.
A Roma non è stata proprio la stessa cosa.
Estratto da corriere.it:
"Tre fantocci raffiguranti un soldato israeliano, uno italiano e uno americano sono stati dati alle fiamme lungo i Fori Imperiali al grido di «Israele brucerà». Il manichino italiano indossava una bandiera tricolore con il fascio littorio. Autori del gesto alcuni esponenti dei centri sociali che guidavano la testa del corteo promosso dal forum Palestina libera con lo slogan «Solidarietà al popolo palestinese», partito da Piazza della Repubblica e concluso a piazza Venezia. Non sono mancati momenti di tensione, con le telecamere che cercavano di riprendere l’improvvisato falò e i giovani con le kefiah che tentavano di impedirglielo con spintoni e urla. Immediata la presa di distanza del segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che ha preso parte alla manifestazione romana. Riferendosi allo slogan «Dieci, cento, mille Nassiriya» e ai manichini bruciati rappresentanti militari italiani, statunitensi e israeliani, Diliberto ha dichiarato: «Chi grida quegli slogan e chi compie quei gesti è un nemico della causa palestinese."

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA
CI VUOLE RISPETTO PER CHI E' MORTO SERVENDO IL PROPRIO PAESE.
E sottolineo il fatto che i nostri soldati sono andati in Iraq a presidiare la ricostruzione di un'amministrazione pubblica a pezzi, lavoro apprezzato dalla maggior parte dei civili iracheni. Si può discutere, e tanto, sulla sensatezza della guerra all'Iraq, ma il compito svolto dai nostri soldati è degno del più grande rispetto.
E poi: Caro Diliberto persone che manifestano così sono PRIMA DI TUTTO nemici dello Stato italiano, NON DIMENTICARLO.

9 commenti:

sorellina ha detto...

io trovo insensato che si arrivi a queste situazioni: vedi striscioni o altro che non sono coerenti alla manifestazione e allora è giusto *eliminare* quella parte di messaggio. (vedi arrivare a bruciare i fantocci)

"ci vuole rispetto per chi è morto per il proprio paese" -> ci vuole rispetto per chi è morto e basta.
"il compito svolto dai nostri soldati è degno del più grande rispetto"-> è degno del grande compenso che ovviamente prendono, per il resto è degno come qualsiasi altro lavoro.

sorellina ha detto...

chiedo scusa per quei due *vedi*, potevo scrivere un po' meglio.

Pietrus ha detto...

Proprio non capisco oggi che cavolo vuole dire sorellina.
Il trionfo dei luoghi comuni:
"ci vuole rispetto per chi e' morto e basta". Immagino siano compresi anche gli attentatori dell'11 settembre oppure quelli che si fanno saltare nei mercati di Bagdad. 2 giorni fa sono andato a vedere uno spettacolo che si chiama Monster Jam, con auto enormi che distruggono altre macchine. Lo spettacolo e' iniziato, ad un certo punto si interrompe, e il presentatore dice: rendiamo onore ai nostri uomini e donne soldati, tutti in piedi e inno americano cantato a squarciagola con mano sul cuore. Esagerato quanto vi pare, ma quanti anni luce siamo lontani noi, in cui esponenti del governo si vantano di aver partecipato a manifestazioni dove urlano, 1, 10, 100, 1000 Nassiria ?
Che merda di gente !!! E scusate ma in questo caso vi prendete anche un vaffanculo da un terrone fiero, perche' la maggior parte dell'esercito italiano, compresi i corpi speciali, e' figlio del Sud.

Viva il Tricolore
Newport News, Virginia, USA

CarCarlo ha detto...

Siamo d'accordo che la maggior parte dell'Esercito è composto da gente del Sud, visto che l'arruolarsi (in polizia o proprio nell'esercito) è anche una buona opportunità di lavoro. Specialmente laddove di lavoro ce n'è meno che da altre parti (uguale in Sicilia ad esempio).
Ah, dove che stai negli Usa, che nei tuoi commenti a volte non si capisce bene da dove ci scrivi? Sembrava il sottotitolo di Jag avvocati in divisa, ihihihi
Simpaticamente, Carlo

bonnie ha detto...

pietrus è negli Usa, questo ci sembra di averlo capito.

ora però siry ci deve dire la sua, senò il post viene annullato per mancanza di parere siresco

sorellina ha detto...

mi dà fastidio che uno muoia e diventa chissà chi solo perchè è morto.
sarà il trionfo dei luoghi comuni, ma non vedo la differenza tra uno che muore ammazzato in iran e uno che muore di infarto per strada.
la morte non fa tutti uguali?
sarà l'ennesimo luogo comune

Pietrus ha detto...

La morte è uguale solo per i familiari che la subiscono. Uno Stato e i suoi cittadini hanno il dovere di ricordare in modo particolare coloro che sono morti mentre servivano lo Stato stesso. Poi magari sarò strano io, ma non mi sento di ricordare allo stesso modo un giovane morto all'uscita di una discoteca, oppure il carabiniere ventenne che faceva parte della scorta di Borsellino saltato in aria in una via di Palermo. E' ingiusto che entrambi siano morti, ma è ancora più ingiusto che uno sia morto semplicemente perchè faceva il suo lavoro (sottopagato e massacrante fra virgolette).
Ma probabilmente sarà strano io a pensarlo, visto che il dolore dei familiari sarà stato immenso in entrambi i casi.

Da una città qualsiasi dell'Impero

studio modena ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
studio modena ha detto...

Posso sbagliarmi, ma a me sembra che noi italiani siamo andati in Iraq per stare a guardia dei pozzi petroliferi di Nassirya.

A te, Carlo, non risulta?